Ciao a tutti. Sono Marta, scrivo racconti erotici. Questi sono diari di donne scritte in prima persona: storie intime che esplorano il desiderio dentro relazioni vere.

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giovedì 30 aprile 2026

LE CONFESSIONI DI ANNA Episodio 3 - Il Guinzaglio


 

 

 


 

LE CONFESSIONI DI ANNA
Episodio 3 - Il Guinzaglio
 
Questa volta non c'è nessun file audio.
Il telefono vibra alle dieci del mattino. È un'immagine. Uno screenshot visibilmente vecchio, l'interfaccia grafica di un telefono di dieci anni fa.
Subito sotto, un lungo messaggio di testo.
Apro prima l'immagine. È un messaggio da un numero salvato solo con l'iniziale: G.
"Visto che vi piace il gioco, chiariamo come funziona da adesso in poi.
Potete incontrare chi vi pare, ma a due condizioni:
1) Solo io ti penetro a pelle. Tutti gli altri devono usare la gomma. Sempre. Non ci sono eccezioni.
2) Io ho la precedenza assoluta. Gli altri li vedete quando non vi chiamo io.
Ci vediamo venerdì 12, ore 21.00, al solito posto. Porto un amico. Dì a Pippo di portare una videocamera e tenerla carica. Lui registra tutto."
Resto a fissare lo schermo per un minuto buono. Quella freddezza clinica, burocratica. Non c'è un "ciao", non c'è una domanda. Solo le regole del feudo.
Poi leggo il messaggio di testo che Anna mi ha scritto sotto l'immagine.
[Messaggio di testo di Anna]
"L'ho conservato per dieci anni, Marta. Ho cambiato quattro telefoni da allora, ma questo screenshot me lo sono sempre mandato via mail per non perderlo. Lo tenevo in una cartella nascosta.
Mi era arrivato il martedì mattina dopo il nostro primo incontro. Erano passati tre giorni.
Ero all'Esselunga. Nel reparto surgelati. Avevo in mano una scatola di piselli per la cena di Valeria e il telefono nell'altra. Me lo ricordo come se fosse adesso. Il freddo del banco frigo sulle mani e la gente intorno a me con i carrelli.
Avrei dovuto sentirmi offesa. Mi stava trattando come una sua proprietà. Mi imponeva un estraneo senza chiedermi il permesso, e riduceva mio marito al ruolo di cameraman. Una donna normale avrebbe cancellato il numero e bloccato il contatto.
Sai cosa ho fatto io, Marta, in mezzo al reparto surgelati?
Ho sorriso.
Ho sorriso perché mi stava mettendo il guinzaglio, e io non vedevo l'ora di indossarlo. Il fatto che pretendesse l'esclusiva biologica - solo lui a pelle, solo la sua traccia dentro di me - mi faceva sentire... scelta. Scelta in un modo sporco, assoluto.
Ho mandato la foto a Pippo. Lui era in ufficio. Mi ha risposto dopo dieci minuti con una sola riga: "Compro una scheda di memoria più grande".
Lì ho capito che indietro non ci saremmo tornati più."
Blocco lo schermo del telefono.
L'immagine di lei al supermercato, con la vita borghese in una mano e la sua sottomissione assoluta nell'altra, è perfetta.
Per dieci anni, ogni volta che Anna pensava di essere "normale", andava a rileggersi quelle cinque righe. Per ricordarsi a chi apparteneva davvero.
Questo è l'Episodio 3 delle Confessioni di Anna.
Per ascoltare gli audio integrali (Episodio 1 e 2), dove Anna racconta il primo, sconvolgente incontro nell'agriturismo di Albenga, trovi l'intera raccolta qui:
👉 La Collezione Completa

lunedì 27 aprile 2026

domenica 26 aprile 2026

Corrente


 

 


 


C'è un momento, prima che cominci, in cui sai esattamente cosa sta per succedere e al tempo stesso non sai niente.

Lui ha il dispositivo in mano. Io sono ferma. E in quel secondo di attesa - che dura un'eternità - il mio corpo è già altrove.

La prima volta che ho sentito la corrente non ho avuto parole per descriverla. Non era dolore, anche se la mia mente ha impiegato un istante per capirlo. Era qualcosa di più immediato - un segnale diretto, senza mediazione, che il sistema nervoso riceve prima ancora che tu abbia il tempo di interpretarlo.

È così che funziona, con l'elettrostimolazione: non chiede permesso. Non passa dalla testa. Parla direttamente al corpo, e il corpo risponde. Senza filtri.

Quello che cambia, rispetto a qualunque altra cosa, è la qualità dell'abbandono. Non puoi fare finta. Non puoi controllare la risposta. Puoi scegliere di essere lì - e questa è la tua unica scelta, ed è immensa - ma quello che succede dopo non è più nelle tue mani.

Lui lo sa. È per questo che usa quella cosa con tanta lentezza.

L'intensità si regola. Puoi partire da un formicolio appena percettibile, quasi caldo, che ti fa dubitare di sentire davvero qualcosa. Poi sale. E ogni livello è un posto nuovo, con un nome che non hai ancora.

Non dico altro.


 

Se sei curiosa - davvero curiosa, non curiosa-in-teoria - sai già che questo post non basta. Alcune soglie si capiscono solo attraversandole.

👉 Il dispositivo